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(Prime note sulla “Cedolare secca”

Lo schema di DLgs. n. 292-bis, recante “disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale”, recentemente approvato dalla Camera, contiene la disciplina della tanto attesa cedolare secca sugli affitti.

In estrema sintesi, tale regime fiscale, che si applica dall’anno in corso, si può così sintentizzare:

Soggetti interessati: persone fisiche, società semplici ed enti non commerciali che concedono in locazione abitazioni (ed eventuali pertinenze), agendo al di fuori dell’esercizio di imprese, arti e professioni.

Restano per contro escluse le locazioni di immobili non abitativi, da chiunque effettuate, nonché le locazioni di abitazioni svolte da imprese e professionisti.

Si sostanzia nell’applicazione di un’imposta sostitutiva che sostituisce le addizionali IRPEF regionale e comunale, le imposte di registro e di bollo dovute per la registrazione, per la risoluzione e proroga del contratto di locazione.

E’ opzionale, in quanto la sua applicazione è rimessa alla libera scelta del locatore, che ben potrà invece attenersi alle ordinarie regole di tassazione finora vigenti, dichiarando il reddito fondiario, con conseguente assolvimento dell’IRPEF e delle relative addizionali liquidate su di esso, e versando le imposte di registro e di bollo dovute per la registrazione, la risoluzione e la proroga del contratto.

DEFINITA LA CIRCOLARE N. 26/E AGENZIA DELLE ENTRATE PER APPLICAZIONE CEDOLARE SECCA

 

Valutazioni di convenienza:

Premesso che ogni caso va considerato a sé, si può in linea di massima, affermare che con un reddito complessivo (inclusi gli affitti) inferiore a 15.000 euro non c’è convenienza ad esercitare l’opzione.

Se il reddito complessivo è compreso tra 15.000 e 28.000 euro si verifica una sostanziale indifferenza tra cedolare secca e regime normale.

Per un reddito complessivo compreso tra 28.000 e 55.000 euro (aliquota marginale del 38%), rispetto ad un prelievo pari al 34,8% del canone annuo (regime ordinario), la cedolare secca comporta, per i contratti liberi, un risparmio pari al 13,8% del canone stesso; per i contratti concordati, il risparmio risulta inferiore, ma pur sempre interessante (6,11% del canone annuo). La convenienza della cedolare aumenta al crescere del reddito.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti e porgiamo distinti saluti).

 

Approfondimenti su vari argomenti tramite stralci tratti da riviste giuridiche di cui forniamo copia in sede .